A proposito del Reddito di cittadinanza……

Il reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. “

Così recita l’incipit dell’importante provvedimento governativo.

La Caritas tarantina ha voluto includerla nel suo percorso annuale di formazione a vantaggio dei suoi operatori, in considerazione della platea dei suoi assistiti, che dovrebbero essere, in primis, i destinatari dell’importante misura per riconquistare la dignità perduta di Persona e di Cittadino.

Data ,però, la complessità della normativa ci è sembrato utile approfondire ulteriormente l’argomento con il dott. Pietro Panzetta, consulente del lavoro e docente LUMSA.

Dott. Panzetta, la nave è partita ma la sua navigazione non pare ancora molto spedita. Ci illumini!

E’ sicuramente una misura utile per lenire le povertà. Stanno, però, già emergendo diverse criticità che ne preannuncerebbero altre. A me piace sottolineare che il RdC è un’evoluzione di provvedimenti precedenti, quali il REI ed il RED, reddito di inclusione e reddito di dignità che, già funzionavano in una certa misura e che si completavano con l’assegno di ricollocazione per consentire una mirata attività di incrocio tra domanda ed offerta di lavoro.

In fin dei conti, non un vero e proprio cambiamento, quello di cittadinanza, quindi .”

Credo sia opportuno chiarire che la misura si articola in due o tre percorsi distintivi.

Giusto! Sono due i canali di accesso: centri per l’impiego per coloro che vogliono essere accompagnati al lavoro, servizi sociali territoriali per coloro che vivono in condizioni di disagio non solo economico. I primi firmano un patto per il lavoro, i secondi un patto per l’inclusione dando la disponibilità per un massimo di 8 ore settimanali per servizi di pubblica utilità.

Per la pensione, sorge un quesito: il limite minimo di 67 anni è per tutti i componenti la famiglia?

Allo stato attuale, purtroppo SI’, salvo che tra essi ci sia un componente disabile o ci siano particolari situazione di disagio. E’ evidente che questa è una delle criticità da correggere”.

Da chiarire che il percettore della pensione di cittadinanza resta solo uno della famiglia.”

Tanta “sollecitudine”, forse, ha impedito un utile quanto necessario confronto con i soggetti sociali che si occupano istituzionalmente di povertà, cosa che sarebbe stata importante per avere un’analisi più ampia e realistica della condizione a cui dovrebbe mirare il provvedimento.

Esistono situazioni di povertà assoluta che dalle nostre parti è particolarmente sensibile.

Come può procedere l’INPS nei confronti di chi non ha neanche la residenza o, addirittura, un recapito telefonico per le sue necessarie comunicazioni?

In effetti, con un po’ più di calma si sarebbero potute evitare alcune difficoltà interpretative da parte di chi deve applicare la normativa. Nella fattispecie, il problema della residenza è certamente importante, per cui ci si aspetta un ulteriore intervento per venire incontro anche a queste tipologie di soggetti che, attualmente, non hanno i requisiti previsti dal RdC, che riguardano invece situazioni reddituali e patrimoniali minime a cui dare più dignità sociale.

Bisognerà aspettare i risultati dei riscontri da parte dell’INPS per scovare gli eventuali furbetti rispetto alle dichiarazioni da essi prodotti in sede di presentazione delle domande.”

Della serie: chi, per sua sfortuna, è nato povero, vive da povero e morirà da povero, senza dignità!!!

Il sistema richiede un’azione di infrastrutturazione organizzativa ed informatica imponente, in particolare per i centri per l’impiego che soffrono di deficit quantitativo e qualitativo.

Ciò fa aumentare la possibilità di una fase iniziale nella quale si garantisca solo l’erogazione economica, lasciando sulla carta il resto delle previsioni normative, la formazione ed il lavoro.

Nel frattempo i famosi 7 miliardi si consumeranno e sarà difficile rifinanziare il progetto”

Secondo le previsioni, al gong d’inizio, ci si aspettava un’affluenza straordinaria agli sportelli dei CAF e delle Poste. Invece non è accaduto! Il timore che inquietava i due sportelli si è dissolto!!

E’ una cosa che ha sorpreso un po’ tutti. Per quanto mi riguarda, anche positivamente!

Ritengo sia uno schiaffo morale a chi continua a sostenere che al sud c’è gente che non vuole lavorare. Purtroppo noi soffriamo di una situazione critica da sempre. Taranto, in particolare. Non credo si tratti di sfiducia ma ritengo, invece, che la gente si sia documentata diligentemente e che abbia riscontrato dei vincoli tali da pregiudicare la possibilità di usufruirne. Per es., basta avere un’auto immatricolata sei mesi prima da invalidare la possibilità di accedere al RdC. Va stigmatizzato, inoltre, la disparità di requisiti tra chi ha un mutuo da onorare rispetto a chi ha perso il lavoro con difficoltà ad onorare il debito. Il primo può usufruirne, il secondo no.”

Il tempo di applicazione del sistema del RdC è di 18 mesi, come prima fase. E poi, cosa accadrà?

Al termine, invece di una proroga in continuità è previsto uno uno stop di circa 1 mese.

Un’interruzione davvero incomprensibile. Forse per fare i conti della serva.

Un altro motivo che ha frenato la domanda per il lavoro è quello dei 3 limiti, dei 100, 250 e tutt’Italia. Bisogna pur riconoscere che non è facile sottostare a questi vincoli, anche considerando il precario sistema di mobilità dei mezzi pubblici al sud, oltre alla mancanza di un significativo tessuto di imprese e, di conseguenza, possibilità occupazionali. Motivo per cui si rischia un ulteriore spopolamento del nostro mezzogiorno, con relativa precarietà familiari.”

Nel frattempo, però in sordina, hanno già cominciato dal 1° aprile a fare un prelievo forzoso sulle pensioni al di sopra di 1.500 euro lorde, cioè una bella fetta. Vatti a fidare di un Governo!!!!!