Vedi Napoli e poi muori? Scopri Matera…e poi vivi meglio!!!!

«Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche (cioè scavate nella roccia). Allontanatami un poco dalla stazione, arrivai ad una strada che da solo un lato era fiancheggiata da vecchie case e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. La forma di quel burrone era strana, come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva di lassù una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante. In quello stretto spazio, tra le facciate ed il declivio, passano le strade e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi, vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. E’ davvero una città bellissima, pittoresca ed impressionante”.          

Il famoso racconto di Levi ha risvegliato le menti dell’Italia alle prese della ricostruzione del dopo guerra. Nel 1950 il democristiano Alcide De Gasperi si rese conto che quel groviglio di grotte ed abitazioni “trogloditiche” costituivano una vera e propria vergogna. Gli fece eco il comunista Palmiro Togliatti. Una volta tanto uniti nel porvi rimedio. Così nel 1952 fu varata la legge di risanamento di Matera e dintorni.

Questa è storia passata. La realtà odierna è tutta un’altra cosa. E’ quella di una città di circa 60mila abitanti assurta a “Capitale Europea della cultura 2019″. Un salto di qualità eccezionale conquistato passo dopo passo, anno dopo anno, grazie all’impegno, alla laboriosità ed al gran valore di umanità e laboriosità dei suoi abitanti.

Conosco Matera e l’intera Basilicata da tanto tempo e posso testimoniare l’evolversi della della sua condizione umana, sociale ed economica in questi ultimi 40 anni.

E’ una terra che ti attrae e ti resta dentro per sempre, misteriosa da scoprire ed affascinante da amare.

“il valore umano della sua gente” la rende tanto disponibile a condividere con il il forestiero la sua generosa ospitalità.

Quest’anno di grazia 2019 è cominciato in maniera molto positiva con l’orgoglio di appartenenza ritrovato e con la soddisfazione per il gran successo quotidiano di numerose e gioiose schiere di visitatori da tutto il mondo che rimangono incantati dalla singolarità paesaggistica di questo autentico “unicum” abitativo. In esso si scopre e si capisce come, sin dai primordi dell’umanità, l’essere umano sia stato capace di adattarsi a qualsiasi condizione, anche la più dura.

E’ bello vedere tanta moltitudine di gente di ogni razza, etnia, età che invade ogni giorno la città in un caleidoscopio di colori, lingue e costumi. Colonne di gruppi, con guide, che salgono e scendono per gli irti viottoli, ricchi di storie vissute nelle case-grotte dove si conviveva in tanti, animali compresi, che costituivano forse l’unica ricchezza per il proprio sostentamento. Ambienti ora trasformati in ritrovi di ogni tipo per accogliere i tanti ospiti.

In questo periodo, poi, si possono ammirare le sculture ispirate alle opere dell’eclettico artista ed istrione Salvator Dalì, esposte in un profondo ipogeo ma tutta la città di superficie è adornata di singolari sculture di ogni tipo ed idea creativa.

In una di queste nostre “scorribande” abbiamo avuto la fortuna di essere portati per mano e di avere il conforto di una ottima guida turistica con un alto tasso di passione e cultura: Massimiliano De Fina. Le guide turistiche sono spesso “costrette” a ripetersi nelle spiegazioni. Nel nostro caso, il buon Massimiliano ha mostrato, invece, la capacità di dialogare e variare, all’occorenza, il senso delle sue illustrazioni, personalizzandole al nostro intendere.

Anche questo è segno che la città si è ben organizzata e che riesce a far fronte alle pacifiche “invasioni”, aggiornando continuamente la propria organizzazione d’accoglienza. Insomma una vera e propria mobilitazione generale.

Dopo che l’ospite ha camminato e visto tanto, però, comincia necessariamente a sentire i morsi della fame e quindi il desiderio di assaggiare e gustare i tanti succulenti piatti della tipica cucina lucana. Si presenta, quindi, il problema della scelta tra le tante ammiccanti proposte gastronomiche.

Grazie, però, alla riconosciuta perfetta organizzazione della Guanalètraveldoc, agenzia di viaggi e turismo in Taranto, il problema viene risolto a monte, nell’itinerario proposto per cui normalmente si sceglie l’usato sicuro.

Nel caso di Matera, la scelta ha premiato una tradizionale conoscenza dell’Agenzia che, nel tempo, ha assicurato sempre buon successo e soddisfazione agli ospiti di turno: Il ristorante trattoria STANO. Il locale è posto, in posizione, direi, strategica, al termine dell’ennesima salita del Sasso Barisano, di fronte al convento di Sant’Agostino.

Il titolare, il pater familae, Franco Stano, diventato ancor più famoso dopo aver vinto la kermesse gastronomica “cooking dei 4 ristoranti di Alessandro Borghese, ha iniziato a 10 anni come piccolo barista “specializzato” nella consegna di caffè a domicilio, proseguita come cameriere a 20 anni, fino al gastronomico avvio di Alimenti Doc, attività tuttora gestita dal figlio Gianfranco.

Nella vita ed in cucina Franco è affiancato da sua moglie Maria, il tema è uno solo: la cucina lucana con ricette legate alla più genuina tradizione culinaria locale, eseguite con materie prime di qualità. Anche la regia di sala è di qualità con l’altro figlio, Valerio che attentamente sorveglia che l’ospite sia “coccolato bene”.

Ora, però, dopo aver gustato, pasteggiato con del buon vino e rifocillato a dovere il “cibo per il corpo”, è necessario riprendere il cammino a piedi per il resto della città, oltre i Sassi, anche per favorire la buona digestione. Il percorso è buono per scoprire anche la “civita” e la parte superiore della città. Anche qui l’ospite ne resta ben affascinato.

Il fascino, poi, aumenta quando al crepuscolo ed a sera, Matera si mostra in tutta la sua magia di fiammelle e di luci che la fanno apparire come un presepe vivente. La storia di questo autentico set cinematografico, da Pasolini in poi fino a Mel Gibson è ricca di momenti di levatura internazionale, scelto appunto per la sua straordinaria unicità.

Cari amici, il mio ennesimo racconto di Matera e della Basilicata tutta, termina qui…per il momento.

Spero di avervi trasmesso la voglia di visitarle, con la dovuta attenzione per coglierne la loro vera essenza.

Buon viaggio. Toni Cappuccio