8 maggio 2019 San Cataldo: la festa è finita ma l’emozione resta ancora!!!

La Festa è finita ma l’emozione per averla vissuta, ancora una volta, resta!!!!

Un pellegrinaggio via mare, anzi via due mari, non è frequente se, poi, si fa a Taranto in onore del suo Santo Patrono, Cataldo Vescovo, diventa un rito davvero importante di fede e di tradizione popolare, grazie anche al percorso che la città offre con la sua originale configurazione.

Anche l’8 maggio di quest’anno, il rito del Santo si è ripetuto con grande partecipazione.

Sulla scia della Cheradi si è formata una processione di imbarcazioni di tutti i tipi e di tutte le stazze che, a sera, si sono trasformate in tante lucciole per rendere omaggio di luce al Santo Patrono.

Il clou della processione si ha al passaggio del canale navigabile, tra immense ali di folla, quando dal Castello Aragonese illuminato dai colori della bandiera, si sono sprigionati artistici fuori pirotecnici. Uno spettacolo nello spettacolo di colori e di fede partecipativa.

Noi abbiamo seguito la processione a bordo della motonave Clodia, insieme a tanta gente.

E’ stato un successo, perché la motonave era al completo nella sua disponibilità di posti, con un servizio impeccabile di accoglienza e, persino di ristoro. Tutto gradevole, insomma.

A completare l’organizzazione, ci ha pensato l’inossidabile Enzo Risolvo dell’associazione Taranto Centro storico, puro interprete delle più profonde tradizioni tarantine che ha intrattenuto il pubblico con la consueta dovizia di storia patria e storie popolari della processione e di San Cataldo.

Intanto debbo doverosamente rendere omaggio al compianto presidente dell’Amat, Enzo Manco, che ebbe l’ìdea di far approdare a Taranto le due motonavi Adria e Clodia per utilizzarle a scopo di mobilità via mare ed anche a scopo di promozione turistica. Era giugno 2003 che continuò fino al 2013. Dopo tale data la bella idea si è fermata, per poi riprendere quest’anno grazie al rilancio voluto dalla presidente Giorgia Gira ed eccomi di nuovo qua sulla tolda.

Una bella iniziativa, tant’è che stasera abbiamo 250 persone e se avessimo avuto anche l’Adria disponibile avremmo raddoppiato. L’Adria è in manutenzione al momento. Evidentemente è forte nella nostra gente la voglia di girare al largo per mare per ammirare la città anche da lì, oltre a seguire la Cheradi con San Cataldo. Della serie che se si promuove bene, il tarantino risponde.”

A dispetto dei soliti immarcescibili denigratori, possiamo certamente registrare un’interessante movimento con iniziative per promuovere il territorio e la nostra città, segno di una volontà di cambiamento che parte anche dalla base. Ci parli un po’ della storia della processione?

Certo! La prima processione per San Cataldo, con una sua reliquia, fu fatta nel 1933 sempre con una nave della Marina Militare, la GIS. Dopo qualche anno, c’è stata la Tarantola ed in questi ultimi la Cheradi. Il connubio città e Marina non si smentisce mai. Siamo un tutt’uno.”

La storia di San Cataldo, credo che più o meno la conoscano in tanti ma, “repetita juvant”, non guasta. Anzi! Nel 670 fu ordinato vescovo e tra il 679 e 680, ormai in età avanzata, si recò a visitare la Terra Santa, in abito da pellegrino. Mentre era prostrato sul Santo Sepolcro, gli sarebbe apparso Gesù che gli avrebbe detto di andare a Taranto per rievangelizzare la città ormai in mano al paganesimo. Cataldo compì la sua opera evangelizzatrice, facendo abbattere i templi pagani e soccorrendo i bisognosi. Placò una tempesta col suo anello da cui si formò un citro.”

Quella delle leggende in salsa storica è un po’ il sale e pepe che condiscono le attrattive di ogni luogo, di ogni città. Risultano comunque un buon fattore promozionale e ciò sta bene anche a noi.

Sta anche più che bene se pensiamo che sia stato addirittura il Signore a pensare alla nostra Taranto.

Certo! Meno male che il nostro buon Vescovo lo ha ascoltato ed ha eseguito la sua invocazione.

Di preciso, c’era già una prima evangelizzazione dei tarantini nel 1° secolo d.C. ad opera di San Pietro, San Marco e Sant’Andrea. Quindi, quella San Cataldo è stata intorno al ‘600.”

A dispetto dei soliti immarcescibili denigratori che da noi non mancano mai, purtroppo, possiamo dire che si registra un’interessante movimento di iniziative che partono anche dalla base per promuovere il territorio e la città, segno di una volontà reale di cambiamento?

Direi proprio di sì! E’ un trend positivo che è ormai visibile da più parti. S’implementa sempre più anche il turismo religioso oltre quello storico, architettonico e paesaggistico. Taranto è la città dei due mari, dei tre ponti, ponti che uniscono mentre da altre parti dividono. Ha una struttura morfologica di territorio urbano molto particolare ed originale, una storia molto più antica di altre città, seconda solo dopo Roma come fondazione”.

Il sottoscritto si permette di aggiungere che se la fondazione della città è stata datata nel 706 a.C., la sua origine è ancora più antica. Secondo la Storia d’Italia (Fratelli Fabbri editori), dopo accurate ricerche , si è potuto stabilire che nello scoglio del Tonno, già 4mila anni a.C. era fiorente il nucleo commerciale progenitore di Taranto. La più antica città d’Italia, dunque!!!!!

Toni Cappuccio