16 novembre 2019: GIORNATA MONDIALE DEI POVERI. LA CARITAS IN PRIMO PIANO.

Oggi, 16 novembre 2019 si celebra la “Giornata Mondiale dei poveri”.

Nella nostra città sarà celebrata con una veglia di preghiera, presieduta dall’Arcivescovo S.E. Mons. Filippo Santoro nel Santuario della Madonna della Salute in città vecchia, recentemente restaurato.

Sono circa 660 i bisognosi ed indigenti che sono stati accolti, dal giorno della sua inaugurazione dell’11 novembre 2017, in due anni di attività del Centro di Accoglienza San Cataldo Vescovo, nell’ex Palazzo Santacroce in città vecchia.

Ospiti, quindi, che vengono anche da più parti del mondo ed accolti senza distinzione di razza, etnia e colori della pelle, com’è buona abitudine della Caritas.

Vengono dall’Africa, dall’Asia, dall’Europa dell’Est, dall’America meridionale, da altre parti della stessa Italia, oltre ai nostri concittadini e conterranei.

Dietro i numeri ci sono vere storie di vita, di situazioni concrete, di relazioni sociali e familiari incrinate. I dati Caritas raccontano di una povertà che si fa sempre più cronica, multidimensionale e persistente. La povertà, però, non è solo mancanza di reddito o lavoro, è anche isolamento, fragilità, paura del futuro. Non a caso il “rapporto povertà” dello scorso anno di Caritas Italiana ha dedicato particolare attenzione al tema della “povertà educativa”. Così come le strette connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale. Connessioni particolarmente accentuate nel territorio tarantino, come ed ancora di più in questo difficile momento storico, com’è noto.

Accanto all’analisi ed alla lettura dei fenomeni c’è, comunque, sempre l’animazione e la sensibilizzazione della comunità ed un’azione di stimolo alle Istituzioni.

Lassù sulla scala del Centro di Accoglienza S. Cataldo Vescovo, c’è una scritta significativa che interpreta bene l’identità vocazionale degli operatori e volontari della Caritas Diocesana e degli altri impegnati nelle parrocchie della Diocesi: “non amiamo a parole ma con i fatti”.

Il 19 novembre del 2017 fu solennemente inaugurata la grande opera di rinnovamento e restauro del bel palazzo nobiliare della seconda metà del ‘700, che fu dei baroni Santacroce, con grande e sentita partecipazione della popolazione.

L’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro l’aveva invocata incessantemente coinvolgendo privati, parrocchie e confraternite, nel solco di Papa Francesco, per cui,

Anche i poveri hanno diritto alla bellezza”.

Il Nuovo Centro di Accoglienza San Cataldo Vescovo, nel palazzo Santacroce, ormai è un punto di riferimento per i bisognosi, per i senza tetto, per i senza fissa dimora e per tutti coloro che cercano anche conforto e qualcuno disponibile ad ascoltarli.

Nell’immaginario collettivo, la popolazione pensa che il Centro si limiti (si fa per dire) al soddisfacimento dei bisogni esistenziali primari, con il pasto del mezzogiorno fornito dalla Confraternita del Carmine, l’accoglienza per la notte dedicata dai circa 150 volontari delle parrocchie della Diocesi, con la fornitura di ciò che occorre alla persona, compresa la cena.

Gli operatori dell’èquipe diocesana si preoccupano, invece, anche di organizzazione servizi e momenti di animazione culturale per il “cibo per la mente”, affinchè le persone ospitate vengano confortate, possibilmente, nella complessa completezza della loro personalità. Un servizio fondamentale è quello del momento dell'”Ascolto”, per capire bene le necessità di coloro che chiedono ospitalità.

La Caritas tarantina si preoccupa anche di fornire assistenza legale gratuita, grazie alla disponibilità degli Avvocati di “Strada” dell’associazione tarantina “Nessuno escluso”. Un prezioso servizio che assicura ai senza tetto ed ai senza fissa dimora, il riconoscimento della “residenza virtuale” in virtù di una convenzione con il Comune, secondo i dettami di una legge ad hoc. Il che permette ai nostri cosiddetti “invisibili” di rendersi “visibili, con la carta d’identità, la tessera sanitaria ed altri riconoscimenti civili. D’accordo con le Poste Italiane è stato istituito anche il servizio per la ricezione della posta, con un’apposita casella postale e la disponibilità di un messo per la sua consegna. Un servizio di ulteriore assistenza psicologica alla persona, viene fornito dai professionisti dell’Associazione “Il Focolare”; un servizio di alfabetizzazione linguistica di Italiano per gli stranieri da parte delle suore dell’Istituto Maria Immacolata; servizio di assistenza sociale per l’istruzione dell’iter per il “reddito di cittadinanza”; prossimamente verrà potenziato il servizio di assistenza medica, per cui verrà interessata l’ASL locale; un servizio da parte dei professionisti del “Progetto Policoro” per l’accompagnamento alla ricerca delle vere capacità vocazionali dei giovani in cerca di un’attività lavorativa di intrapresa individuale o di gruppo; un servizio di assistenza per l’istruzione dell’iter per ottenere il “reddito di cittadinanza”.

Inoltre, nel novero della funzione essenzialmente pedagogica della Caritas, ogni anno viene organizzato un corso di formazione al volontariato, con l’intervento di professionisti dei vari settori socio-economici, per un necessario continuo aggiornamento.

In previsione della “Giornata mondiale dei poveri” e per rimarcare solennemente questo prezioso ed insostituibile compito nel contrasto alla ed alle povertà, l’Arcivescovo ha voluto incontrare, in primis, gli operatori ed i volontari del sistema delle Caritas parrocchiali e della Caritas Diocesana.

E’ stato un doveroso, quanto accorato, riconoscimento dell’importante ed ineludibile impegno svolto da tutti, con grande abnegazione, dedizione ed amore verso il prossimo in condizioni disagiate.

Toni Cappuccio