AEROPORTI E VOLI CIVILI: L’ESEMPIO DI FORLI’ E QUELLO NEGATIVO DI PUGLIA

Il sottoscritto che conosce molto bene e frequenta la bella città di Forlì da oltre 40 anni, per godere di parentela stretta,
ha appreso con piacere il progetto, ormai esecutivo, della riapertura del suo Aeroporto Ridolfi, conoscendone la storia.
Mi fa piacere che finalmente si sia ripreso il programma dei voli civili e commerciali, senza nulla togliere a Bologna e Rimini, distanti appena 50 km da una parte e dall’altra. Anzi, così facendo, intelligentemente, si implementa il soddisfacimento di interessi economici di tutta la bella terra romagnola da sud a nord. La differenza tra quella terra e la Puglia è che, tra Emilia e Romagna la tradizionale conflittualità campanilistica non è esasperata, come in altre regioni, tant’è che esiste e resiste la denominazione comune. Inoltre quella bella e produttiva terra ha un capoluogo, Bologna, che non è troppo arrogante e centralistico come Bari ma riesce a governare tutto con equanime imparzialità.
Allora ben vengano gli aeroporti, anche vicini, perchè c’è bisogno per tutti, non solo per le dinamiche zone rivierasche ma anche per quelle di un entroterra ricco di splendidi borghi e paesaggi, ancora poco conosciuti.
Scendendo nel profondo sud, altre volte ho fatto riferimento alla Sicilia, dove agiscono anche lì, 4 aeroporti, senza pestarsi..le ali ma funzionali alle esigenze di tutta l’isola, da nord a sud, da est ad ovest.
La Regione Puglia e la sua partecipata AdP, invece, continuano assurdamente e con protervia a privilegiare solo il lembo di territorio adriatico, dimenticando, illecitamente ed illegittimamente, che esistono anche i territori dauni e jonici.
Un altro motivo per chiamarsi le Puglie, anzichè la Puglia.
Grazie all’azione continua di associazioni per l’apertura dei voli civili anche dall’aeroporto di Grottaglie-Taranto, o Magna Grecia che dir si voglia, crediamo sia giunta l’ora di rompere gli indugi e procedere a distaccarsi da una Puglia che è solo barese geocentrica, con poche concessioni ad una città come Taranto, tanto importante quanto bistrattata.
A coloro che, ottusamente, obiettano che non ci sarebbe un bacino di utenza tale da giustificare tale apertura, si risponde che invece lo studio di fattibilità è stato già fatto da tempo e quel bacino conta quasi un milione di possibili utenti provenienti da zone limitrofe al territorio jonico, come il nord calabrese, quello jonico materano, con l’esistenza di importanti centri turistici di prestigiose holding ecc. Ricordiamo anche che l’aeroporto di Bari-Palese dista quasi 100 km da Taranto e che non è neanche servito da un preciso collegamento con bus navetta, oltre all’inevitabile strapazzo delle lunghe attese. Anche Brindisi-Casale soffre degli stessi problemi anche se dista qualche km. in meno (80 km).
Per quanto riguarda i paventati voli suborbitali da Grottaglie dell’americana Virgin, diciamo solo che per noi è meglio stare con i piedi per terra, o al limite all’interno dell’atmosfera. I suborbitali li lasciamo volentieri ai super ricchi.
Grazie dell’attenzione.
Toni Cappuccio