Basket. Roberto Conversano vice presidente CJ Taranto: altra grossa novità, lo streaming della LNP

La giornata non è finita e sono appena le 19 di sera! C’è ancora tanto da fare e da seguire!”

Esordisce così il nostro amico di tante esperienze comuni: Roberto Conversano, capitano di fregata nella nostra Marina in servizio permanente ed ora vice presidente del CJ Basket Taranto, sempre in servizio permanente. Praticamente da mane a sera inoltrata..e la notte?

Cerco di dormire per far riposare mente e corpo ma non è sempre facile perché i pensieri corrono e le cose da organizzare insieme al presidente Cosenza ed agli amici dello staff non finiscono mai.”

In pratica la “clausura” da Covid19 vi è servita per riflettere e ripartire velocemente verso una promozione, sfuggita probabilmente sul campo ma da “agguantare sul “mercato” della selezione darwiniana delle rinunce causate dal fermo economico provocato dal coronavirus. “Uno dei primi impegni è stato quello di voler ritornare ad una serie più gratificante come la serie B ma con piglio e struttura societaria più qualificata per nutrire maggiori ambizioni. Quindi il secondo impegno è stato di andare davanti al notaio per siglare il cambiamento di struttura societaria da semplice associazione sportiva dilettantistica a società di capitali, come richiesto dalle norme federali per un campionato di tipo professionistico come la nuova serie B: appunto l’acronimo CJ (si legge e si pronuncia “Ci gei basket Taranto”). D’altronde la denominazione Cus poteva resistere nel tempo sempre grazie ad una deroga. Taranto, non avendo una sua indipendente struttura universitaria, dipendendo da Bari, non potrebbe avere il titolo di Cus (centro universitario sportivo) di cui potrà fregiarsi quando sarà “Università di Taranto”. Speriamo Presto! Siamo fiduciosi che la città saprà conquistarsi questo importante contenitore culturale grazie all’impegno di un’amministrazione che finalmente sta promuovendo iniziative di sviluppo. Vedi il nuovo corso di laurea in Medicina”.

Da dirigente responsabile, a general manager, ora vice presidente, quasi un CEO della società.

Anche questo ulteriore passaggio era necessario per rispettare le norme federali in serie B ed oltre. Finora, le figure principali di una società sportiva, erano il presidente, il dirigente responsabile ed il segretario generale. A parte il presidente, però, il DR non aveva rappresentanza legale e fiscale. La nuova norma, invece, prevede la figura del vice presidente responsabile, con potere legale e fiscale, insieme al presidente. Questo è il motivo del mio nuovo titolo societario”.

Come sai, io sono un “appassionato della comunicazione”. Cosa si dice a tal proposito?

Argomento interessante! Anche questa modalità è la conseguenza della nuova visione professionale della serie B Old Wild West Lega Nazionale Pallacanestro 2020/21.

La LNP, vuole introdurre una piattaforma streaming per la ripresa diretta delle partite. Lo farà in via sperimentale con circa 30 società, per il momento. Ha scelto Taranto, tra gli altri, per tre motivi: perché capoluogo di provincia, non essendoci altre squadre in B in provincia; per il valore della squadra che si sta allestendo e terzo perché si sono resi conto dai light, dai social ed anche dai tanti tifosi lontani, che la squadra è molto seguita. Lo streaming sarà a pagamento per chi vorrà seguirlo, sia per una singola partita, al mese o a stagione, alla stregua di Dazn, Eurospost.

Una bella novità ed una bella soddisfazione per la società, per la città ed il suo territorio.

Potrebbe aver contato anche l’ottima organizzazione delle finali nazionali under16 del giugno dell’anno scorso, realizzata dall’Anspi S. Rita, tra il PalaMazzola e il Palafiom?

Certo, potrebbe! E’ l’ennesima dimostrazione che a Taranto ci sono le capacità per organizzare e realizzare buoni eventi in grado di richiamare l’attenzione degli appassionati del basket.

Questa novità dello streaming è senz’altro un’iniziativa di alto profilo comunicativo. Nutriamo, però, solo una perplessità: che sarebbe un carico da 90 se il palazzetto fosse già pieno, secondo i buoni utili ritorni economici e di tifo. Come stanno ora le cose pandemiche e come si prevedono per l’autunno e l’inverno, i timori nostri e delle altre società sono anche giustificati. Ad oggi, le norme antiCovid19 ci dicono che i posti disponibili nei palazzetti dovranno essere di un terzo della loro capienza. Nel caso del nostro Palafiom saremmo dell’ordine di max 500 spettatori a pagamento, più squadre ed addetti ai lavori si potrebbe arrivare a 700. L’impianto ne può ospitare fino a 1500 ed anche qualcosa in più. La perdita economica, quindi, sarebbe piuttosto importante.

Per questi motivi, si potrebbe pensare ad un ritorno al più grande PalaMazzola?

Si potrebbe ma, per la legge dei grandi numeri, ad un impianto più grande corrispondono costi più alti di gestione, non abbattibili dall’aumento degli spettatori paganti. La Lega, quindi, dovrebbe venirci incontro, magari col ritornarci qualche introito giusto ricavato dalla pubblicità diretta ed indiretta all’interno della trasmissione, ecc.. Insomma, nella considerazione della bontà dell’iniziativa, un po’ tutti gli “attori” in campo dovrebbero ricavarne un giusto profitto per fare altri necessari ed opportuni investimenti per migliorare sempre più il prodotto. C’è un altro aspetto che vogliamo far pesare, noi di Taranto, nel rapporto con la Lega e, cioè il fatto che ci siamo adoperati tanto, con i necessari investimenti economici, a mettere su una squadra ed una società rinnovate per puntare in alto, con la giusta ambizione di qualificazione ai play off, nei quali dovremo affrontare formazioni storiche del nord con un ritorno di immagine e di entusiasmo notevoli ed, ovviamente, costi maggiori. Danaro che spenderemmo volentieri, naturalmente!

Tutto questo movimento, però, avrebbe bisogno di essere elaborato a dovere da un adeguato sistema mediatico e commerciale. Non basta il lavoro, pur necessario, di un commerciale.

Infatti, proprio così! Su questo fronte a Taranto siamo indietro. Purtroppo! Sarebbe, invece, interessante che ci fosse un’Agenzia di Comunicazione commerciale e sportiva, in cui i vari addetti singoli potessero essere inseriti economicamente e professionalmente. Si ricaverebbe un più redditizio ritorno economico per tutti, committenti, attività mediatiche locali e lavoratori del settore. Nel nostro caso, stiamo costruendo un evento di un certo livello qualitativo e sarebbe augurabile che un’Agenzia di qualità ci proponesse un buon progetto globale di cura dell’immagine, con i buoni strumenti innovativi che esistono ora. Staremmo meglio tutti.!!

Senza crisi non ci sono sfide. Senza sfide la vita è una routine. Nella crisi dovrebbe e potrebbe emergere il meglio di ognuno”

Toni Cappuccio