BASKET SERIE B: FINALMENTE SI RIPARTE CON LA SUPERCOPPA DI LEGA. PARLA IL COACH DEL CJ, DAVIDE OLIVE.

Sono trascorsi sette mesi dalla vittoria con l’Altamura che sancì il 3° posto in graduatoria della Cgold pugliese. Il Cus Jonico si apprestava a mordere il freno per concorrere nei play off alla promozione in serie B, sul campo, con le carte in regola per conquistarla.

Il terribile Covid19 ne bloccò la rincorsa ed il sogno. La frustrazione, però, durò poco.

La Società si è mossa presto ed ha rivoluto la serie B, si è trasformata in società di capitali, ha arricchito lo staff dirigenziale, ha stretto più rapporti con il sistema del marketing.

Insomma una vera e propria rivoluzione copernicana con un organico di tante professionalità.

Ora il sipario, finalmente, si riapre sul palcoscenico di una serie B molto più gagliarda e stimolante, con un’interessante iniziativa della Lnp: la Supercoppa, buona per scaldare i motori dopo mesi senza partite e buona anche per permettere ai coach di capire lo stato di forma delle squadre. Cosa ci dice il confermatissimo coach Davide Olive?

la squadra ora sta circa a metà del percorso vero per acquisire un buon stato di forma fisica. –

Per parlare di gioco e di chimica di squadra bisogna lavorare ancora, ovviamente. Il roster è nuovo per per 9/10. Finora, a causa delle limitazioni del Covid19, abbiamo potuto fare solo una partita e mezza, si può dire! Questa Supercoppa viene a proposito, ad un mese dall’inizio del campionato per saggiare le nostre potenzialità contro squadre di buona tradizione storica come il Matera e la Viola Reggio Calabria e contro un’interessante matricola come il Catanzaro. Naturalmente, in questo periodo tutte le squadre sono in una fase di costruzione e di rodaggio, motivo per cui riusciremo a vedere solo una parte delle vere forze in campo.

Con questi “saggi” potremo finalmente giocare…e…giocare, dopo tanto tempo.”.

Un aspetto che risulta interessante è l’ingaggio di elementi di buona scuola sudamericana.

Mi sono sempre trovato bene con giocatori provenienti da quell’area geografica. E’ gente caliente, che ha sempre voglia di vincere, professionisti seri, quindi. In questo caso è stato comunque una casualità, buona per contattare giocatori del calibro di Stanic, Morici, Santiago Bruno, italo-argentini e Bruno Duranti, italo-brasiliano. Italiani a tutti gli effetti orma da 15 anni.”

Una curiosità: navigando su internet per scoprire i giocatori che hanno destato il tuo interesse, ovviamente hai potuto “vedere”, per lo più, le capacità tecniche ma quelle umane e morali?

Guardando attentamente, anche dai video si può notare qualcosa delle loro qualità personali ma a me è capitato anche di conoscerne personalmente più di qualcuno e poi tra “buoni colleghi” ci possiamo scambiare tante utili informazioni. E’ chiaro, comunque, che il vero e proprio banco di prova lo provi quando li alleni personalmente ed è quello che stiamo verificando con i nuovi”.

Nella stagione scorsa si era creato un buon gruppo dentro e fuori parquet, con capitan Grosso e compagni. Ci auguriamo naturalmente che anche questo nuovo possa esserlo. Sarà così?

con il precedente gruppo siamo stati bene per i 6 mesi che il Covid ci ha concesso. Si sono dimostrati tutti delle brave Persone, anche di qualità. A loro auguro tante soddisfazioni.

Con questo nuovo, possiamo ragionare ancora, al momento, di premesse, di sensazioni che sembrano positive. Sono anch’essi bravi ragazzi, con gran voglia di lavorare, di sacrificarsi con i compagni. Le impressioni sono buone, malgrado ci conosciamo solo da poco più di un mese.”

I 6 titolari senior sono senz’altro di caratura superiore. I più giovani e gli under scelti saranno in grado di non far scendere troppo il livello tecnico e l’intensità agonistica del gioco?

Noi abbiamo senz’altro 6 senior importanti di categoria, per il settimo, abbiamo voluto premiare il buon rendimento di Longobardi nella stagione scorsa. I nostri under, rispetto alle annate 98/99, sono abbastanza piccoli. Tranne Fiusco che è un ‘99, Agbortabi è un 2000, Pellecchia del 2003 e Manisi del 2002. Questo vuol dire che avere ben 5 under è tanta roba e, poi, aspetto importante volevamo anche confrontarci con il nostro territorio coinvolgendoli in un progetto che darà loro buone opportunità di crescita da qui a qualche anno ma contiamo, ovviamente, che si mostreranno già utili in questa stagione così importante, anche per dare fiato ai più navigati compagni.”

Vogliamo presentarli meglio al grosso pubblico i nostri ragazzi, cominciando dal Capitano?

Certo! Stanic, non a caso è stato il primo tassello da “catturare”: Un play di esperienza, qualità, carisma e sagacia tattica, che ha già vinto tanti campionati utile per guidare i suoi compagni; Bruno è uno che sa fare tutto, difendere, fare canestro, fare gioco con gli altri, completo insomma; Morici, atleta molto forte, un’ala piccola che in alcuni momenti può essere utilizzato da ala grande, dal punto di vista difensivo è sicuramente il più importante; Matrone è il nostro classico lungo dalle leve importanti che sa farsi valere nel caldo pitturato, Azzaro è un giocatore decisamente migliorato rispetto alla precedente esperienza nel Cus, molto grintoso che non molla mai; Duranti, un’ala grande con tanto tiro ed esperienza, un’arma tattica importante; Longobardi lo conosciamo già in positivo dall’anno scorso e perciò l’abbiamo richiamato; Agbortabi è un under dalle qualità fisiche incredibili, un atleta verticale, con già buona esperienza; Simone Fiusco, brindisino, un under di 2 mt, una guardia/ala dotato di buon fisico, atletismo e buona tecnica di tiro con ampi argini di miglioramento; Pellecchia, altro brindisino, play di buone promesse che non potrà che giovarsi della scuola del grande Stanic; Manisi, grottagliese, giovane play molto promettente con un buon tiro.”

Sin qui i protagonisti sul parquet ma il il coach, che tipo è, come Persona?

Mi ritengo e mi considerano una Persona molto equilibrata, che sa rapportarsi con tutti, che sa gestire un gruppo di giocatori ma anche quello dei dirigenti, ai quali spesso è utile suggerire iniziative e quanto serve per la crescita di una società, in virtù delle esperienze varie che noi allenatori facciamo in diversi ambiti territoriali.”

Se non avessi fatto l’allenatore cosa avrei voluto o dovuto fare nella vita?

Mio padre voleva che io facessi l’impiegato, per il posto fisso senza troppi grilli nella testa.

Io, invece, ho deciso di cominciare a fare l’allenatore sin da quando avevo 18 anni.

Ora ne ho fatto 46 e mi avvicino al trentennio.

Auguri Davide ed in Bocca al lupo per il Campionato. Facci vincere e te ne saremo grati !!!

Toni Cappuccio