LA MEGLIO GIOVENTU’ DELLA SCUOLA PER UNA CONCRETA SOLIDARIETA’ PER I PIU’ BISOGNOSI

S’intitola “Aristosseno 4Africa ‘19, ritorno al passato” l’annuale serata di beneficenza organizzata dagli studenti del Liceo Aristosseno di Taranto, nel periodo prenatalizio.

Questa è la 14^ edizione di “Aristosseno for Africa”. Il nome non è casuale perché la sua finalità è di saper coniugare felicità e responsabilità, capacità dei giovani di divertirsi ma di impegnarsi, nel contempo anche nel e per il sociale.”

Lo afferma, con evidente soddisfazione il dirigente dell’Istituto, prof. Salvatore Marzo, in un PalaMazzola, offerto gratuitamente dalla UISP, gremito da un gran bel fervore giovanile.

I nostri studenti si sono autotassati e con il ricavato dell’incasso, non solo si sono pagati un food veloce ma sostanzioso ma hanno anche raccolto 2mila euro che saranno devoluti, in maniera equa, al progetto “Sustain rete di scuole di Taranto” per il Burkina Faso e al Centro di Accoglienza diocesana San Cataldo Vescovo della nostra città vecchia. Con il progetto Sustain, un gruppo di Scuole della nostra provincia, capofila l’Istituto Righi, si occupa di aiutare uno dei Pesi più poveri al mondo, il Burkina Faso. Il Righi s’impegna nell’inviare impianti fotovoltaici, il Mondelli di Massafra per gli impianti idrici, noi dell’Aristosseno ci occupiamo delle traduzioni in lingua francese, quella di quel popolo. Il nostro Istituto è anche capofila per la raccolta di fondi in danaro per il Paese africano. Quest’anno abbiamo voluto donare la metà del ricavato alla nostra Arcidiocesi per sostenere quell’opera straordinaria di concreta solidarietà per i più bisognosi fatta dai volontari nell’ex palazzo Santacroce nella città vecchia, fortemente voluto da S.E. Mons. Santoro come Centro di Accoglienza per i più disagiati. E’ una scelta che responsabilizza i ragazzi anche dal punto di vista etico. I nostri 600 studenti si sono organizzati benissimo, facendo tutto da soli, con risultato encomiabile. Solo acqua, coca cola, pizzette e focaccine, niente alcolici e birre. Mi piace sottolineare anche le buone performance musicali di un complesso fatto in casa così come i bei balletti di buona coreografia. Insomma tutto genuino e spontaneo che fa tanta simpatia e rispetto per il talento che molti giovani sanno esprimere.

E’ la dimostrazione che i nostri giovani non sono sempre quelli che vengono considerati in termini negativi ma che, invece, sono la forza viva della nostra società, capaci anche di dare pregevoli lezioni alla società degli adulti, proprio sul tema di straordinaria importanza come quello della solidarietà e del paradigma di dare di più a chi ha di meno”.

Nel sottolineare il fatto che i nostri talentuosi giovani spesso sono costretti a cercare fortuna altrove, cosa che se è negativa da un lato è però positiva dall’altro perché permette loro di formarsi meglio facendo esperienza in contesti internazionali, con ricadute anche d’immagine della nostra terra d’origine. Bisogna anche sottolineare che, per agevolare il loro inserimento nella loro terra madre onde qualificarne le potenzialità, sarebbe quanto mai opportuno che le istituzioni facessero “Rete”.

Soprattutto avremmo bisogno che le varie Istituzioni sociali ed educative fossero sostenuti dalla politica. La politica, però, come la intendono i giovani e gran parte della società è quella capace di valorizzare Persone e Territorio, per cui se riuscisse a sostenere saggiamente questo processo avremmo un presente ed un futuro meno critico e controverso di quello che stiamo vivendo.

Il pensiero va, ovviamente, alla grave crisi ed alla vertenza del siderurgico. Una condizione complessa e complicata che inchioda la nostra città da anni e che ci fa presagire anche un futuro con aspettative poco piacevoli dal punto di vista socioeconomico. Noi del sistema educativo e scolastico lo avvertiamo anche nel senso di disagio che avvertono anche i nostri ragazzi.”

Su questa importante e direi anche esiziale questione di carattere nazionale oltre che locale, quale è il suo punto di vista, in qualità di educatore, circa le soluzioni e le prospettive che essa comporta?

Credo che sia piuttosto evidente che non si possa continuare a lavorare e produrre senza una chiaro ed articolato piano industriale sia da parte della nuova proprietà franco-indiana, peraltro, ancora in stato di affittuario, per la presenza del gruppo dei commissari governativi. E’ una situazione davvero pericolosa, proprio perché non c’è chiarezza di lettura. Credo però che non si possa continuare a permettere che i lavoratori operino in condizioni così negative dal punto di vista della sicurezza e che l’intero territorio possa continuare a soffrire e morire di inquinamento. Siamo ben consapevoli che l’acciaio è importante per la manifattura mondiale ma spettiamo da anni che il colosso siderurgico si riconverti in un sistema produttivo più rispettoso dell’ambiente, così come avviene in altri Paesi dove quelle leggi vengono rigorosamente rispettate, anche dagli stessi attuali pretendenti indiani”.

Ora, però, ci sono diversi fermenti di occasioni per diversificare l’identità della città. Una speranza?

Credo che potrebbe essere più di una speranza. La prima bozza del Piano Strategico, presentato ufficialmente l’altro giorno a Palazzo di città che punta a diversificare, finalmente, l’economia della città e del suo territorio, mettendo a disposizione interessanti somme di danaro, può costituire, in parte, una valvola di sicurezza. Sarebbe, però, opportuno che noi tutti cittadini ne fossimo più a conoscenza. Inoltre, non dimentichiamo i Giochi del Mediterraneo del 2026 che se, organizzati a dovere, costituiranno un’eccezionale banco di riscatto economico ed occupazionale perchè permetterà ai nostri migliori giovani di far valere i loro talenti. L’ottimismo ci vuole”!!

Toni Cappuccio